Magliano calcio 2013

Anche se tutto questo, fortunatamente, ha un contrappeso molto positivo nel carattere multirazziale del calcio contemporaneo». Quel primo incontro col calcio è narrato in Squadra paesana; il poeta fu ormai rapito da quello spettacolo che gli permetteva, tra l’altro, di riconoscersi nella collettività, bisogno da lui sempre inseguito, e continuò a scrivere liriche sull’argomento, prendendo spunto ogni volta da alcuni momenti che lo avevano colpito maggiormente; così, mentre nella prima composizione esprime lo stupore personale, nella seconda, Tre momenti, descrive la felicità dei tifosi, la cui brevità è compensata dall’immensità, gli istanti che precedono il fischio d’inizio e il comportamento del portiere, che si rilassa quando i suoi compagni hanno il controllo del gioco, ma che diventa guardingo appena lo perdono. Una sola volta ho perso. Altri, invece, come Gian Antonio Stella non fanno mai rileggere l’intervista dicendo: “Beh, io sono un professionista, so fare bene il mio mestiere, quindi non c’è alcun bisogno di farla leggere prima che vada in edicola”. Nel Giugno del 1995, il giornalista Antonio Padellaro intervista per L’Espresso il collega Giuliano Ferrara sul delicato tema della custodia cautelare.

Nel1991, il tribunale di Roma precisa poi che “la pubblicazione di una intervista contenente notizie diffamatorie, può diversamente ritenersi lecita allorché soccorrono gli estremi della verità dell’informazione, sotto il duplice profilo della fedele riproduzione del pensiero dell’intervistato e della verità della notizia dallo stesso riferita, dell’interesse pubblico alla conoscenza e della correttezza delle espressioni usate”. Questa linea dottrinale è confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione del 5 Febbraio 1986, dove leggiamo: “Il giornalista che abbia causato la pubblicazione di un’intervista, contenente dichiarazioni ritenute offensive dell’altrui reputazione, concorre al reato di diffamazione a mezzo stampa poiché mediante il suo intervento si è resa di pubblico dominio la denigrazione della personalità morale dell’offeso”. In tal caso, il giornalista potrà essere scriminato anche se riporterà espressioni offensive pronunciate dall’intervistato all’indirizzo di altri, quando per le rilevanti cariche pubbliche ricoperte dai soggetti coinvolti o per la loro indiscussa notorietà, l’intervista assuma carattere di un evento di pubblico interesse (…) La dichiarazione di un capo di stato, di un leader politico o sindacale, di uno scienziato di indubbia fama, ad esempio, devono ritenersi meritevoli di essere integralmente pubblicate, indipendentemente dalla veridicità dei fatti narrati o dalla intrinseca offensività delle espressioni usate. Il problema non ha una soluzione unica e valida per tutte le interviste: le due posizioni sono rispettabili, e hanno sia vantaggi che svantaggi.

Articolo pubblicato il: 17/10/2014 Gucci apre due nuove boutique a Mosca. C’era voluta una tripletta di Combin, “la foudre”, oltte a un goal di Moschino, per piegare i blucerchiati mai domi, che per due volte, con Francesconi e Vieri, migliori siti maglie calcio replica avevano ottenuto un provvisorio pareggio. La divisa da trasferta della Serbia per Euro 2024 è bianca con inserti blu e rossi. Il tessuto utilizzato per le divise, l’USP, leggero e morbido, insieme agli inserti traspiranti sotto le braccia garantisce ottime prestazioni in campo. Il pressing è un’azione effettuata nei confronti della squadra avversaria al fine di ritardarne, ostacolarne o impedirne la conduzione della palla, il passaggio o il possesso della palla attraverso le marcature dei diretti avversari e si differenzia dalla pressione in quanto si effettua in modo collettivo e si caratterizza per il poter essere sia un principio offensivo che un principio difensivo. In altre parole, se nelle risposte dell’intervistato vi sono frasi che diffamano la reputazione di qualcuno, il cronista deve riportarle in modo asettico senza correzioni oppure deve evitare di pubblicarle se non ne accerta prima l’attendibilità? La trattazione dei casi di diffamazione a mezzo stampa nelle interviste riveste un’importanza capitale per i giornalisti.

A risolvere l’inconciliabilità delle due interpretazioni opposte riguardanti la diffamazione nell’intervista giornalistica, ci ha pensato la sentenza della Corte di Cassazione n.37140 dell’Ottobre 2001. Essa chiarisce definitivamente la portata dell’esimente da intervista dirimendo il contrasto tra la linea morbida e la linea dura. Di nuovo qui si aggiunge che la scriminante non esiste “quando l’intervistato esprima valutazioni critiche gratuitamente offensive, perché in questo caso l’illiceità delle dichiarazioni riferite è immediatamente rilevabile dal giornalista, senza neppure l’esigenza di indagini intese a verificarne la corrispondenza ai fatti”. Per esempio, se il presidente del Consiglio in una intervista diffama un leader avversario, il giornalista non è colpevole perché l’intervistato ricopre una carica pubblica importante, tutte le maglie della juve e pertanto riportare le sue opinioni – anche se false o diffamatorie – rientra nel diritto di cronaca. In altre parole, se l’intervistato è una persona con una carica pubblica particolarmente importante, oppure un personaggio noto e influente per l’opinione pubblica, il giornalista fa bene a pubblicare le sue dichiarazioni perché è già una notizia il fatto che le parole vengano proprio da quel personaggio.